Il fantasy fallisce quando è generico, quindi la cura è la precisione in tre punti: il soggetto, l'indizio di scala e la luce. Invece di “epic dragon fantasy art”, scrivi “a slate-grey dragon perched on a shattered stone tower, wings half-folded, two tiny figures on the bridge far below, backlit by a storm-lit sky”. Le due figurine fanno il lavoro più importante di tutta la frase: è il senso della scala che rende epico il fantasy, e il modello non lo inventa se non glielo chiedi. Sagome contro il cielo, un viandante solitario ai piedi di un portale, uccelli che attraversano un canyon: scegline uno e nominalo.
Poi scegli una tecnica e tienila. “Digital painting with visible brushwork”, “matte painting, muted palette”, “ink and wash with limited colour” e “cinematic concept art, volumetric light” portano la stessa scena in quattro mondi diversi. Nominare la tecnica funziona meglio che nominare un artista: è più affidabile, non imita lo stile di una persona vivente e ti dà un look ripetibile in un'intera serie. Tutte e dieci le immagini qui sotto sono primi output non ritoccati generati su BananaBanana.